Lunedì, 31 Marzo 2025
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Recensione dello spettacolo “La Commedia” in scena al Teatro Il Parioli Costanzo di Roma dal 13 al 23 febbraio 2025

 

C’è una panchina. Ci sono loro due, Ale e Franz. E c’è una commedia… forse. Perché, a volte, è vero che non tutte le ciambelle vengono col buco, anche se ci si avvicina.

Al Teatro Parioli Costanzo di Roma va in scena fino al 23 febbraio uno spettacolo inedito che vede il duo comico, Ale e Franz, protagonista insieme a Raffaella Spina e Rossana Carretto de La Commedia, in cui l’amore viene presentato con tutte le sue implicazioni e complicazioni. Fin dai primi momenti si assiste a una serie di eventi e situazioni che ribaltano qualsiasi certezza grazie a un intreccio in cui si alternano macchiettistici colpi di scena degni di Beautiful.  

Appare del tutto inatteso, sebbene preannunciato e per questo prevedibile, il tentativo di Ale e Franz di proporre qualcosa di nuovo al loro pubblico, abituato a vederli in altre vesti e coinvolti in numeri più da varietà. Probabilmente, dopo trent’anni di onorata carriera, il duo comico ha sentito che era giunto il momento di un cambiamento. Non di stile o di registro ma globale.

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Recensione dello spettacolo Guerra e pace in scena al Teatro Argentina dal 4 al 23 Febbraio 2024

 

Luca De Fusco debutta sul palco del più blasonato teatro classico di Roma con un'opera epica e storica del grande Lev Tolstoj. Sintetizza nello spazio di due ore un affresco russo della nobiltà della seconda metà dell'ottocento, intrecciato alle vicende delle guerre napoleoniche.

La narrazione è ambientata in un bel cortile di una villa russa, la scenografia di Marta Crisolini Malatesta si costruisce su d'una imponente scalinata che vede svolgersi amori, drammi, gioie e morte dei personaggi che salgono e scendono verso il loro destino.

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Recensione dello spettacolo “Bianco – Il volto di Jackson Pollock e Lee Krasner” in scena al Teatrosophia dal 23 Gennaio al 2 Febbraio 2024

 

Chi è Jackson Pollock? Il ritratto emotivo e di pensiero di uno dei più grandi artisti moderni dell'America anni 1940-50, visto da sé e dallo sguardo della moglie pittrice, Lee Krasner.

La scelta registica è di concentrare lo sguardo narrativo, per sommi capi, indagando principalmente il rapporto tra i due artisti, la parabola interiore e la deflagrazione di Pollock.

I linguaggi utilizzati passano dai corpi abili di Borelli e De Feo, i quali “agiscono” con grande generosità e sentimento per vivere i personaggi spesso attraverso la danza e il movimento scenico simbolico o astratto. Al mezzo della videoproiezione di quadri e immagini che fanno da sfondo all'azione.

Pare che i due attori vogliano dipingere la vicenda usando il proprio corpo come pennello e tela al tempo stesso. “Un dripping” di sé nello spazio, un teatro tra l'altro molto appropriato, raccolto e vintage come il Teatrosophia, che con la sua intimità si presta ad una rappresentazione inconscia e catartica come “Bianco”.

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Recensione dello Spettacolo Il caso Jekyll al Teatro Quirino di Roma dal 21 gennaio al 2 febbraio 2025

 

Chi è la figura che vedi riflessa nello specchio? Ti riconosci? O capita, a volte, che una sensazione di estraniamento ti assalga, un fastidio, il dubbio che forse in quel riflesso non sia più tu bensì la tua ombra a mostrarsi; che quel lato sconosciuto, oscuro, perverso, ostinatamente represso e domato, abbia trovato uno sfogo e preso il sopravvento?

Al Teatro Quirino di Roma, dal 21 gennaio al 2 febbraio, Sergio Rubini è regista, attore e narratore de “Il Caso Jekyl”, una crime story avvincente di due ore senza interruzione, supportata da una scenografia immersiva e da un riuscito esperimento di sonorizzazione dal vivo che, con una messa in scena a metà tra verità teatrale e finzione cinematografica, contando su una regia meticolosa ed esperta e un cast di eccezionale bravura e fine sensibilità interpretativa, incontra il plauso del pubblico e della critica.

Ispirata alla famosa opera “Lo strano caso del Dr. Jekyll e di Mr. Hyde” di Stevenson, scritta nel 1886 e divenuta famosa in tutto il mondo, Rubini, con un adattamento a quattro mani al quale contribuisce Carla Cavalluzzi, fa un salto temporale in avanti di circa 30 anni, proponendo al pubblico una drammaturgia sentitamente psicanalitica. La storia ruota attorno a cinque personaggi principali: Utterson, un distinto avvocato inglese, interpretato da Geno Diana, che spesso accompagnato da suo cugino Enfield che lo informa dei misfatti che imperversano nella capitale inglese, tra i quali l’omicidio di un uomo e il suicidio di una bambina in seguito a una bestiale e crudele violenza sessuale, investiga sfidando le tenebre delle città e finanche quelle dell’animo umano. La figura paradigmatica del Dottor Jekyll, Daniele Russo, suo amico e studioso della psiche e della condotta umana, un giovane dottore dal bell’aspetto e la folta chioma, appassionato dei suoi studi, dei quali rimarrà per sempre vittima. Il maestro Lanyon, Sergio Rubini, dal quale Jekyll prende le distanze, tornando infine da lui per svelare la più cruda delle verità, condannandolo a morte.

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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