Lunedì, 31 Marzo 2025
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Recensione dello spettacolo “Amanti” in scena al Teatro Sala Umberto di Roma dal 20 febbraio al 2 marzo 2025

 

È possibile trovare la felicità dove non ce lo saremmo mai aspettati? Si può cambiare vita nonostante si siano passati anni a costruirsene una? È giusto voler andare avanti in un rapporto che si trascina uguale a sé stesso? Non sarebbe più doveroso concedersi il lusso di un’altra possibilità e vivere la vita desiderata? 

È nell’androne di un palazzo, più precisamente davanti alle porte dell’ascensore, che Giulio, Massimiliano Gallo, e Claudia, Fabrizia Sacchi, si incontrano per la prima volta. Entrambi prendono quell’ascensore per andare dalla dottoressa Cioffi, Orsetta De Rossi, cui confessano le sbavature della propria vita, chi scherzandoci su e chi consumando pacchi di fazzoletti. Galeotta è la psicologa: due mesi dopo quel fortuito incontro, li ritroviamo in una stanza d’albergo. Incontrandosi clandestinamente al di fuori del tram tram delle loro quotidianità, si concedono un’avventura che si trasforma ben presto in una relazione che rivoluzionerà le loro vite e li renderà capaci di prendere delle decisioni che non credevano possibili. 

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Recensione dello spettacolo Il Ministero della Solitudine in scena al teatro Vascello dal 18 al 23 Febbraio 2025

 

Questo lavoro del collettivo teatrale “lacasadargilla”, piuttosto “rock e giovanile” ha debuttato nel 2023 e ricevuto due premi Ubu per “miglior regia” di Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni e “miglior attore – performer” Francesco Villano che nello spettacolo interpreta “F”.

Tratta il tema risaltante nel titolo, ovvero la solitudine del nostro attuale quotidiano, condizione esistenziale basica e alternata dell'uomo, al giorno d'oggi forse maggiormente imperante, grazie all'individualismo, all'alienazione della tecnologia e altri fattori sociali.

Si parla di un epidemia di isolamento umano, i personaggi, frammentati nella loro psiche, si incrociano in scena continuamente ma non si connettono realmente o talvolta si sfiorano, concentrati solo sui propri bisogni, nevrosi, perdite di coscienze, aspirazioni e illusioni. L'amore e i contatti sono di plastica, immaginari, abbandonati. 

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Recensione dello spettacolo “Movie Erculeo” in scena al Teatro Olimpico di Roma dal 19 febbraio al 9 marzo 2025

 

È già intuibile dal titolo l’essenza comica, irriverente e satirica del nuovo spettacolo di Lillo e Greg. MOVIe ERCULeO è un titolo che ha chiaramente due chiavi di lettura, quella letterale e forse più spettacolare, ovvero Movie Erculeo, e quella decisamente dissacrante di Movi Er Culo. A noi piacciono entrambe perché due facce della stessa medaglia che Lillo e Greg presentano con il loro modo unico e inimitabile di fare comicità. 

Le due ore e più di spettacolo vedono alternarsi una sequenza di sketch, in cui i due attori reinterpretano in modo arguto e sagace i diversi generi cinematografici restituendo allo spettatore una performance piena di freschezza, intelligenza e risate rigorosamente di pancia. Finalmente qualcuno ha avuto l’ardire di mettere a nudo tutte quelle storpiature, brutture e assurdità che da un po’ di anni a questa parte popolano i generi cinematografici attualmente più in voga. Aspetti ormai diventati ridicoli perché troppo esasperati ed estremizzati come la forzata inclusione delle diversità, il politically correct, le assurde complessità dei multiversi e l’esaltazione del perbenismo e del patriottismo americani ormai sbugiardati alla massima potenza. 

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Recensione di ‘La Notte della Lirica’ al teatro Giovanni da Udine

 

Il Teatro Giovanni da Udine ha proposto ‘La Notte della Lirica.Galà d’opera pucciniana’, all’interno della stagione Lirica, Danza ed Operetta, curata dal soprano friulano Fiorenza Cedolins.

Immaginiamo che non sia stato facile organizzare la serata, un po’ per i cambi di interpreti all’ultimo momento, guaio ricorrente in questi mesi freddi, un po’ perché in questo ultimo anno i galà pucciniani hanno dominato le programmazioni musicali in modo imponente.

La soluzione ideata è decisamente interessante, perché ha offerto un programma con brani noti, affiancati da altri poco conosciuti, eseguiti da un cast  che non è comune ascoltare sui  palcoscenici regionali.

In questo modo il teatro udinese riesce a non cadere nella trappola di apparire come  un amplificatore passivo delle proposte di altre realtà, ma si ritaglia un ruolo sussidiario al principale teatro lirico regionale, lo affianca senza esserne subalterno.

Non a caso la serata era una produzione autonoma del ‘Giovanni da Udine’, come si evince dal bel  programma di sala.

Uno sforzo premiato da un ampio riscontro di pubblico, che ha festeggiato tutti gli interpreti.

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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