Sabato, 05 Aprile 2025
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Nel nuovo appuntamento della nostra rubrica #checlassico, proveremo ad incuriosire i nostri lettori su una pietra miliare della letteratura del Novecento: Il fu Mattia Pascal. Quali motivi potrebbero spingere a leggere o a rileggere nel 2020 un romanzo del 1904? In primis la straordinaria originalità dell’opera che la rese, come nel caso de “La coscienza di Zeno”, non immediatamente compresa dai contemporanei. Forse, molti non sanno che essa ricevette una stroncatura dall’autorevole voce di Benedetto Croce e Renato Serra, mentre fu simultaneamente tradotta in Francia e Germania dove ricette invece una notevole attenzione. Questo punto di partenza potrebbe già di per sé costituire uno stimolo di riflessione sull’orizzonte culturale in cui vede la luce l’opera, che si esprime nel rapporto tra critica e opere non convenzionali da cui scaturisce una relativa chiusura alle innovazioni, per certi aspetti ancora attualmente ravvisabile in alcuni ambienti.

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Recensione di Olive, ancora lei di Elisabeth Strout, Giulio Einaudi editore, una delle maggiori case editrici italiane, fondata a Torino nel 1933

 

Che ne è stato di Olive Kitteridge? Da quando l’abbiamo persa di vista, l’irresistibile eroina di Crosby nel Maine non si è mai mossa dalla sua asfittica cittadina costiera, e da lí ha continuato a guardare il mondo con la stessa burbera empatia. Sono passati gli anni, ma la vita non ha ancora finito con lei, né lei con la vita. C’è posto per un nuovo amore, nella sua vecchiaia, e amicizie profonde e implacabili verità, perché in un mondo dove tutto cambia, Olive è ancora lei.

Elizabeth Strout riprende il filo da dove l’aveva lasciato e in questo nuovo romanzo  ci narra il successivo decennio, l’estrema maturità di Olive, dunque. Ma in questa sua vecchiaia c’è una vita intera. Un nuovo amore, innanzitutto: Jack Kennison è un docente di Harvard ora in pensione, vedovo come Olive. A parte questo i due non hanno granché in comune, eppure la loro relazione ha la forza di chi si aggrappa alla vita, e le passioni che muovono i due amanti – la complicità e il desiderio raccontati in Travaglio, la rivalsa e la gelosia di Pedicure – ne trascendono i molti anni.

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Ritorna il nostro appuntamento #checlassico che in questo periodo di reclusione imposta, vorrebbe invitare chi sta a casa a leggere o a rileggere alcune opere della letteratura italiana, solleticandone l’attenzione. In quest’occasione proveremo a suscitare la curiosità dei nostri lettori su una delle opere più singolari ed originali del Novecento: La coscienza di Zeno di Aron Hector Smith conosciuto con lo pseudonimo Italo Svevo.

Si tratta di un’opera dalla sconvolgente modernità se relazionata al suo tempo (1923) e dal respiro europeo, a tal punto che i suoi contemporanei non ne compresero gli aspetti più rivoluzionari, ignorandola per decenni. È stato Montale uno dei primi intellettuali italiani ad accorgersi di lui e promuoverne la conoscenza, mentre nel resto d’Europa aveva già ampiamente attirato l’attenzione dei critici. La coscienza di Zeno appartiene al genere letterario dell’allora nascente romanzo psicologico e presenta caratteristiche ancora oggi fuori dall’ordinario. Il suo stesso autore non è il prototipo dello scrittore tradizionalmente inteso, ma un uomo prestato alla letteratura dal mondo degli affari. Ha scelto lo pseudonimo Italo Svevo in linea con la sua doppia origine italiana da parte materna ed ebrea-tedesca per parte del padre, quando Trieste era ancora sotto il controllo austro-ungarico.

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Il 16 aprile 2020 un’ennesima vittima del Coronavirus: Luis Sepùlveda, autore di Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare.

 

Il Covid-19 non ha risparmiato neanche un guerriero come lui, giornalista, scrittore, poeta, ecologista, attivista politico: in un solo nome Luis Sepùlveda. Intensità, passione, avventura, hanno caratterizzato l’esistenza travagliata dello scrittore cileno trascorsa tra Europa e Sudamerica e noi oggi vogliamo ricordarlo ricostruendo la sua immagine di uomo e di artista.  La militanza politica e l’impegno civile sono stati parte integrante del suo operato: nato in Cile, partecipò ai movimenti di sinistra che s’ispirano al pensiero di Che Guevara.

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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