Recensione del romanzo Permafrost, di Eva Baltasar, edito da Edizioni Nottetempo. Casa editrice fondata nel 2002 da Ginevra Bompiani e Roberta Einaudi, è nata da un progetto: pubblicare libri di qualità, letteraria e filosofica, scritti con l’avvincente leggerezza che cerca di evocare nella veste grafica. La parola che unisce forma e contenuto è leggibilità.
“Scrivere questo libro è stato come respirare. Sono andata da una psicoterapeuta che mi ha consigliato di mettere giù in breve i miei problemi e la mia vita. Sono tornata a casa, ho cominciato a scrivere. Così ho smesso la terapia e mi è uscito Permafrost” Questa, in poche parole, quelle dell’autrice, è la genesi del primo romanzo della poetessa catalana Eva Baltasar.
Un monologo autobiografico, lungo 128 pagine, inquietante e provocatorio che racconta, in prima persona, le vicissitudini di una quarantenne laureata in storia dell’arte che vive di espedienti nella trasgressiva Barcellona del III millennio: fa la ragazza alla pari, l’affittacamere e divora libri e amanti, sempre e solo donne.
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